partita da Trento lo scorso 20 giugno
#MARCIARESTIAMOUMANI
ufficio stampa-MdP
il
4 settembre prossimo farà tappa a Palermo lungo le falde di
Montepellegrino per raggiungere il Santuario
di Santa Rosalia
Oggi, martedì 27 alle 20.30 a Santa Chiara, organizzata dal “Forum Antirazzista” si terrà la riunione preparatoria della marcia (tappa palermitana dell’iniziativa partita da Trento) di sensibilizzazione sul clima di paura e odio che si è creato in Italia
[accì] La #MarciaRestiamoUmani promossa da John Mpaliza, attivista italiano di origine congolese, farà capolino a Palermo il prossimo
4 settembre con una 'acchianata
antirazzista' fino al santuario della santuzza
patrona della città.
Il titolo della manifestazione riprende il motto che aveva lanciato
Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani, rapito e ucciso a Gaza, in
Palestina, nel 2011: "Restiamo Umani" era il grido d’allarme lanciato
da Vittorio Arrigoni, il quale a pieno titolo rappresenta la migliore
tradizione italiana che si batte per i diritti universali, la solidarietà e
l’accoglienza, tradizione oggi raccolta dagli attivisti della missione di Mediterranea Saving
Humans, missione sostenuta dall’intero movimento antirazzista che si è battuto contro
le politiche securitarie degli ultimi governi. In questo senso nel movimento
antirazzista c’è chi sostiene che, nel caso di una risoluzione della crisi
politica in atto col varo di un governo giallo-rosso, il segnale di
“discontinuità e svolta” debba essere preteso a tutto tondo, prendendo le
distanze sia dalle politiche salviniane sia da quelle minnitiane, cominciando
dalla revoca degli atti amministrativi e legislativi posti in essere dai
ministri pro tempore in questione.
Nel
comunicato in cui è stata lanciata la
campagna adesioni e organizzazione della #MarciaRestiamoUmani, John Mpaliza ha
voluto precisare che l’iniziativa itinerante sarà l’occasione in cui singole
persone, associazioni e “forze vive delle città e
territori” (che saranno attraversati dalla marcia e che “si occupano ogni
giorno di inclusione, accoglienza, immigrazione, pace e diritti umani”) possano
incontrarsi, magari
gettando le basi di una rete sociale di resistenza alle derive identitarie,
“con l'augurio di arrivare a proposte/idee e piste di soluzione per una
resistenza attiva e positiva”. Da Trento in poi s’è marciato per gran parte
dell'Italia, coinvolgendo persone, associazioni, organizzazioni e reti sociali,
locali o nazionali. In ogni tappa locale sono stati organizzati momenti di confronto sui temi dell'accoglienza, dell’abbattimento
dei muri e costruzione di ponti fra le culture, dei diritti per tutti, sulle
leggi (in)sicurezza: “Questa marcia –dicono i promotori assieme a John Mpaliza- vuole essere uno
strumento nonviolento con cui mandare un messaggio chiaro alla politica in
generale ed in particolare a chi lucra sulle difficoltà e l'insicurezza dei più
deboli: siamo tutti uguali, i diritti sono di tutti, abbattiamo i muri e
costruiamo ponti, restiamo umani.
l’articolo è stato pubblicato anche su PALERMOTODAY