Dopo lo start parlamentare sul via libera alle pre-intese, la partita sull’autonomia differenziata s’è riaccesa con grande furore. Le regioni a conduzione leghista vogliono farsi già trovare pronte al fin di accelerare l'iter definitivo della riforma, senza tenere conto di quelle che sono state le criticità sollevate dalla Consulta. L'intento è fin troppo evidente, esse intendono riprendere il centro della scena politica e riportare la barra a dritta sulla rotta secessionista. Infatti la discesa in campo dei "governatori" ha un doppio obiettivo: da un lato, riaffermare l'egemonia nei territori contro la linea dell'ex-capitano; dall'altro, marcare la differenza identitaria "del popolo padano" rispetto alla coalizione governativa, in vista dell'imminente tornata elettorale che si annuncia piuttosto scintillante.
martedì 25 agosto 2026
giovedì 13 agosto 2026
La vera faccia dell’intelligenza artificiale: il motore del riarmo
- Elisabeth Di Luca- (Foto di Cory Doctorow, Flickr)
Nella corsa al riarmo, il settore defence-tech è salito sul podio nella competizione tecnologica globale degli ultimi anni. Dal 2022 ad oggi, gli investimenti di venture capital nel settore defence-tech hanno raggiunto oltre 32 miliardi di dollari complessivi (Forbes, 2026), con un’accelerazione significativa nel 2026 che ha già visto dall’inizio dell’anno circa 12,3 miliardi di dollari investiti in startup attive in difesa, aerospace e spacetech. Questa tendenza è confermata dalla proliferazione di nuove startup private del settore che raggiungono la valutazione oltre il miliardo di dollari, come dimostra un’analisi di BestBrokers (2026), la quale evidenzia la nascita di ben 9 nuovi unicorni (termine coniato nel 2013 quando startup da oltre un miliardo erano così rare da sembrare mitologiche — circostanza oggi venuta meno), nell’Aerospace & SpaceTech, solamente nei primi mesi del 2026. All’interno di questa cornice, il mercato specifico dell’IA militare valeva circa 12,5 miliardi di dollari nel 2024 con proiezioni di crescita fino ai 25,58 miliardi di dollari nel 2030 — cifra che rischia di sottostimare la realtà, considerato che solamente gli Stati Uniti investiranno circa il 2% del proprio PIL in intelligenza artificiale e infrastrutture dati nel 2026, pari a circa 640 miliardi di dollari (Forbes, 2026)_
venerdì 7 agosto 2026
Decreto “anti-maranza”: un testo culturale “oltre il moderno”
-Pietro Saitta-
Probabilmente non vi è alcuna ragione per scrivere l’ennesimo articolo scandalizzato e critico sull’atrocità del decreto “anti-maranza”. Farlo sembrerebbe postulare l’esistenza di interlocutori e di razionalità classiche. Implicherebbe, cioè, l’illusione di muoversi entro spazi sociali in cui a contare sono la capacità di pressione dell’opinione pubblica, l’interesse per le argomentazioni razionali sui temi della pena o persino le evidenze in materia di sviluppo cerebrale e psicologico dei minori_
martedì 4 agosto 2026
Autogestione migrante
-Sergio Sinigaglia-
Anche oggi le notizie sulla questione immigrazione informano dell’ennesimo migranticidio. Nelle acque delle Baleari sono morte 17 persone durante la traversata dall’Africa; due sono state salvate dal soccorso marittimo e dalla Guardia Civil e sono state proprio loro a raccontare dei compagni affogati. Stessa sorte è toccata a un gruppo di egiziani al largo di Tobruk: a quanto raccontano i quindici sopravvissuti, rimasti aggrappati per nove giorni all’imbarcazione, questa, a causa di un’avaria, è rimasta alla deriva_
sabato 18 luglio 2026
Lo scandalo dei carbon credit negli impianti fantasma cinesi
-Luigi Mastrodonato (valori.it)-
mercoledì 15 luglio 2026
La “giusta misura” della propaganda di “laRepubblica” per TELT
-Pressenza.Italia-
Dal sito NoTav.info pubblichiamo il comunicato prodotto dal movimento, in risposta ad un servizio giornalistico de “la Repubblica”, con il quale – nella visita effettuata al cantiere della TELT – si racconta lo stato dell’arte dei lavori dell”impresa coinvolta nella realizzazione del progetto sull’Alta Velocità in quel di Val di Susa [accì]
giovedì 9 luglio 2026
Piazza d’Armi: non un parco addomesticato, ma un’infrastruttura ecologica per la città
Associazione Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere
In molte città europee le trasformazioni partono dal riconoscimento del valore ecologico delle aree. Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere: “Piazza d’Armi rappresenta una delle ultime grandi aree libere di Milano. La città ha oggi la possibilità di compiere una scelta rilevante: trasformare questo spazio in un parco artificiale e in parte sacrificato alla pressione edificatoria, oppure riconoscerlo come un’infrastruttura ecologica strategica, in linea con le esperienze europee più avanzate”_
mercoledì 24 giugno 2026
Come crolla un’egemonia globale La crisi degli Stati Uniti nel sistema-mondo capitalista
-Richard Beck-
lunedì 22 giugno 2026
Eolico, il caso off-shore alle Egadi
-Aurelio Angelini-
quattro impianti in un ecosistema unico, nel “collo di bottiglia” siciliano
Un paradigma diverso, non un veto
" [...] non è un rifiuto dell’eolico offshore. È la richiesta che la transizione energetica rispetti una gerarchia delle soluzioni, privilegiando impianti di media dimensione in aree a minore sensibilità ecologica, e che, dove impianti di grande scala vengano approvati, le misure di mitigazione siano strutturali, dimensionate, vincolanti e verificabili. I quattro impianti al largo della Sicilia occidentale insistono su uno degli ecosistemi marini e ornitologici più delicati del Mediterraneo: un corridoio migratorio di rilevanza continentale, una rete di aree protette internazionalmente riconosciute, comunità di pescatori artigianali e un paesaggio culturale di valore eccezionale. Approvarli senza le garanzie qui descritte non sarebbe una transizione ecologica: sarebbe una riconversione dell’estrattivismo. Applicarle integralmente significa dimostrare che l’Italia è in grado di costruire un sistema energetico rinnovabile all’altezza della propria biodiversità, dei propri paesaggi e delle proprie comunità"_
giovedì 30 aprile 2026
Piano nazionale di ripristino della natura: una sfida concreta che chiama in causa i territori
- Forum nazionale Salviamo Il Paesaggio -
