giovedì 1 giugno 2023

COORDINAMENTO AGROECOLOGIA: COME TUTELARE L’IMMENSA BIODIVERSITÀ DELLA SICILIA

-  a cura di  ɱ Ƌ ϼ - A tutti gli abitanti del pianeta Terra, e non solo ai siciliani

una biodiversità, frutto anche di un’ecodiversità, che si riscontra solo nei livelli continentali, che fanno della Sicilia un vero e proprio hotspot di biodiversità che, però, è minacciata da perdita di habitat, cambiamenti climatici ed estesa perdita di specie

La terra di Sicilia è, probabilmente, uno dei luoghi più unici che rari che esista al mondo e, quasi sempre, chi ci è nato e la abita non se ne rende conto. Questa consapevolezza, purtroppo è più rara di quanto si pensi e solo poche persone, ricercatori, studiosi, appassionati, innamorati di questa terra ne colgono l’unicità; tra questi… Renzino Barbera, vero ed autentico poeta della sicilianità, il quale scrisse in proposito: “… il sesto giorno, Iddio, compì la sua opera e lieto d’aver creato tanto bello, prese la terra tra le mani e la baciò, là dove lui posò le labbra è la Sicilia ”; ogni commento ci sembra superfluo. Ma da dove viene tanta bellezza, sicuramente dall’essere al centro di quel mare Mediterraneo crocevia storico di popoli, tradizioni, arte, storia, speranza […]. Pur tuttavia c’è un patrimonio tra i patrimoni che dobbiamo far comprendere non solo ai milioni di turisti che ogni anno vengono a farci visita ma soprattutto ai suoi abitanti ed, in particolar modo, ai giovani e, quindi, alle future generazioni. È il patrimonio della biodiversità. Per comprendere la grandezza ed importanza di questo patrimonio si tenga conto che nel panorama europeo, l’Italia è il Paese che, in assoluto, presenta il più alto numero di specie: ospitiamo circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa. All’interno dell’Italia la Sicilia, insieme alla Sardegna, guida la classifica nazionale della biodiversità, confermandosi isola delle meraviglie, staccando di netto l’altra ricchissima isola italiana. Volendo dare delle informazioni molto sintetiche basti pensare che in Sicilia la fauna è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati (95%), 1812 di Protozoi (3%) e 1265 di Vertebrati (2%), con un’incidenza complessiva di specie endemiche pari a circa il 30%.


Per quanto riguarda invece la flora sono presenti 3252 taxa specifici e infraspecifici, nativi, avventizi e naturalizzati, suddivisi in 880 generi e 134 famiglie. Dunque nonostante la forte antropizzazione e il degrado degli ecosistemi naturali, la flora sicula si presenta ancora sorprendentemente ricca grazie alla notevole varietà di ambienti, bioclimi, tipologie di suoli e rocce, configurazioni orografiche, etc. Ricordiamo che la biodiversità rappresenta un patrimonio di informazioni, di energia e di materia vivente che, se persa, rischia di compromettere la stessa vita umana e i suoi equilibri geopolitici. È qualcosa su cui ancora poco riflettiamo e nel cui campo il mondo della politica fa pochissimo o niente. Eppure qualcosa inizia a muoversi. Basti pensare che in questi giorni è nato il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità: il National Biodiversity Future Center, che prende il via con 300 milioni di euro e 1.300 ricercatori. Questo centro è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, è uno dei cinque centri nazionali istituiti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza: Fra i temi dei quali si occuperà, ci sono le strategie per affrontare la crisi climatica e quelle per le specie aliene invasive, il recupero degli ecosistemi degradati e lo studio delle specie in pericolo. Il Centro avrà inoltre l’obiettivo di comprendere e affrontare i fattori connessi al declino della biodiversità a livello marino, terrestre e urbano, e di valorizzare la biodiversità per farne una grande occasione di sviluppo economico.

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