venerdì 16 gennaio 2026

La legge di bilancio 2026: l’austerità come preludio al riarmo

-Andrea Fumagalli-



La legge di bilancio approvata dal governo Meloni lo scorso 30 dicembre 2025 può essere riassunta in due punti essenziali: austerità e guerra. La manovra è volutamente di minima portata (22 miliardi in totale) per consentire l’accesso al credito europeo SAFE di 15 miliardi così da finanziare l’aumento della spesa militare e soddisfare gli appetiti dell’apparato militare-industriale-digitale, soprattutto made in Usa. Tagli e contenimento delle spese fanno così da preludio alle future politiche di guerra. In questo contesto, tuttavia, non si perde l’occasione per  distribuire risorse alle imprese, favorire la speculazione finanziaria e i redditi delle famiglie più abbienti. Il tutto a scapito di servizi sociali (sanità, istruzione) e pensioni. Qualche mancia per il ceto medio

venerdì 2 gennaio 2026

Natale al tempo del genocidio di Gaza: meditazione in forma di responsorio

- Tomaso Montanari -

    «anche se gli uomini devono morire, non sono nati per morire, ma per incominciare»

(Hannah Arendt) 

 Per incominciare la pace e la giustizia 

martedì 23 dicembre 2025

Come il mondo può opporsi all'inaccettabile mandato coloniale a Gaza del Consiglio di sicurezza dell'ONU

 -Craig Mokhiber-

immagine di Sylvia Van Nooten

La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che sostiene il piano di Trump per Gaza, è chiaramente illegittima, ma ci sono diversi modi in cui gli Stati e gli individui di tutto il mondo possono contestarne l'illegalità_

sabato 20 dicembre 2025

Ultradestre con benedizione atlantica

 -Marco Bascetta-

"Questo indecente catalogo di prescrizioni ha in Europa dei precisi interlocutori politici: i partiti della destra nazionalista" 

giovedì 18 dicembre 2025

Giso Amendola: «Distinguere tra crisi e trasformazione del diritto internazionale»

- Carlo Caprioglio, Francesco Ferri, Lucia Gennari -


 La “crisi del diritto internazionale” è spesso evocata nel dibattito pubblico, ridotta a formula che oscura i processi politici e materiali che la attraversano. Ma questa operazione, tutt’altro che neutra, rivela tensioni profonde e invita a immaginare possibili usi alternativi del diritto. Su questi temi proponiamo l'intervista di DINAMO PRESS a Giso Amendola, filosofo del diritto e attivista 

lunedì 8 dicembre 2025

Cina, politiche di riforestazione portano all’espansione dell’habitat per il 73,6% delle specie di uccelli

-Lorenzo Poli-


In questo secolo la società umana si trova davanti a due grandi sfide: ambiente e sviluppo. Il degrado ininterrotto dell’ambiente ha influito direttamente sulla sopravvivenza e lo sviluppo sostenibile dell’umanità_

mercoledì 26 novembre 2025

E’ arrivato il tempo dei Desaparecidos e delle torture

- Mamme in piazza per la libertà di dissenso -


  non è normale che in un paese democratico si debba muovere un parlamentare per sapere dove si trova una persona detenuta e non e neanche normale che sia stato portato a Caltanissetta, a 1575 km di distanza

mercoledì 1 ottobre 2025

Guardare il genocidio e non vederlo

 Maurizio Guerri

Le immagini della distruzione di Gaza sono la cifra del nostro tempo, ma «allo stesso tempo» provengono da un passato composito e illusoriamente archiviato, l’anacronismo della guerra e dello sterminio che fa irruzione nella trama del presente e lo irretisce. Si tratta allora di comprendere qual è il culto religioso che queste immagini paralizzanti stanno tramandando e radicando, a quale funzione politica assicurano il loro magnetismo, quali sono le modalità specifiche in cui entrano in rapporto con una tendenza storica che già Walter Benjamin e poi Jean Baudrillard, in epoche differenti, hanno sorpreso a «fare della sua peggiore alienazione un godimento estetico spettacolare». Anche per ricavarne in controluce il valore delle mobilitazioni del 22 settembre e i potenziali di rottura che quella giornata ci chiede di prendere in consegna e portare a maturazione

venerdì 26 settembre 2025

Intervista al sociologo Gianni Piazza: “Chiediamo posizione netta di UniCt su genocidio a Gaza”

Trecento docenti dell’Università di Catania hanno presentato una lettera aperta indirizzata al Rettore eletto Enrico Foti, al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione, per chiedere che l’Ateneo una posizione chiara e risoluta di sostegno al popolo palestinese e di condanna al genocidio in corso a Gaza. In pochissimi giorni l’iniziativa ha già raggiunto quota quattrocento firme: “L’adesione a questa nostra lettera dichiarazione sta aumentando di giorno in giorno io credo che continuerà ancora almeno fino al prossimo senato accademico quando la presenteremo”, ha dichiarato il dottor Gianni Piazza, docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’ateneo catanese_