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la condizione di salute è oramai giunta sull’orlo del baratro
La situazione appare davvero tragica, sia sul fronte dell’erogazione dei servizi sia su quello dell’organizzazione e del lavoro. Pronto soccorso sempre più affollati, posti letto insufficienti, liste d’attesa infinite, costi delle cure eccessivi: per i cittadini comuni diventa ogni giorno più difficile accedere ai percorsi di cura. Il quadro, soprattutto alle nostre latitudini, sta diventando tanto drammatico da invogliare sempre più famiglie a rinunciare. Chi, invece, opera nelle strutture pubbliche perché medico, infermiere, amministrativo si ritrova sempre più in trincea: tagli continui, organici non sufficienti, disorganizzazione.
Purtroppo questo processo di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale va avanti da decenni, con la complicità della politica (di ogni colore), e con l’obiettivo di favorire sempre più la sanità privata. Neanche i morti e le difficoltà emerse durante la recente pandemia sembrano aver fatto cambiare idea alla classe dirigente del paese. La salute è sempre più considerata una merce acquistabile solo da coloro i quali possono permettersi le visite nelle strutture private; gli “eroi” del Covid – soprattutto giovani precari – sono stati rispediti a casa con una pacca sulla spalla, moltissime promesse e nessuna valorizzazione dei loro sacrifici; i fondi a disposizione sempre più scarsi.
L’attuale governo di Giorgia Meloni sembra proprio voglia continuare a proseguire lungo questa direzione; la proposta di legge sull’assistenza ai non-autosufficienti, la legge Calderoli sull’Autonomia differenziata e le politiche economiche fin qui messe in campo ci indicano uno scenario chiaro e tragico: la salute sta diventando un privilegio per pochi!
La Rete degli Ambulatori popolari di Palermo è una realtà che offre assistenza di prossimità a coloro i quali non riescono ad accedere ai percorsi di prevenzione e cura ufficiali. Operando in vari quartieri della città si configura come osservatorio privilegiato proprio nell’analisi di queste difficoltà. In questi mesi, nello svolgimento delle attività quotidiane, emerge chiaramente l’incapacità, ormai cronica, del SSN nel dare risposte reali ai bisogni sanitari delle cittadine e dei cittadini. Così, a seguito di una partecipatissima assemblea tenutasi alla Fonderia alla Cala, operatori sanitari, lavoratori e lavoratrici precari, attivisti e cittadini hanno deciso di manifestare la rabbia e la frustrazione per l’annunciata morte della sanità pubblica nel paese.

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